lunedì 8 giugno 2015

Sicilia, consigli di viaggio parte 5: Cefalù e Piazza Armerina. Cosa vedere e come viverle al meglio.

Buondì. In questi giorni sto programmando qualche gita fuori porta e presto scriverò qualche articolo a riguardo, ma nel frattempo continuo con quello che credo sarà il penultimo articolo sulla Sicilia. Ci sarebbe molto altro da dire ovviamente, ma sarà per un prossimo viaggio. Al momento ritengo che possa bastare così.
Oggi voglio pararvi di due diverse mete, una molto famosa e battuta e l'altra una piccola perla nascosta. Iniziamo da Cefalù, una località di mare situata sulla costa Nord dell'isola. questa è una delle mete che in assoluto ho apprezzato di più. E' vero che io amo l'acqua e i paesaggi naturali, quindi è scontato che mi sia piaciuta.
Dopo aver parcheggiato la macchina siamo subito salite sulla cosiddetta Rocca. Ora hanno messo il biglietto per salire, ma costa davvero poco e la vista ripagherà tutto quanto. Si tratta di una montagnetta, che un tempo utilizzavano come presidio militare e che oggi invece permette semplicemente di farsi una bella scampagnata e di godere di una vista mozzafiato dall'alto. Vedrete da voi, grazie alle foto che ho postato, che la bellezza si spreca in questa zona. Il mare è meraviglioso, con delle sfumature di colori mozzafiato. La scampagnata è abbastanza tranquilla, però io e le mie amiche siamo tutte ragazze giovani e abituate a camminare, per cui regolatevi di conseguenza. Certo fare questa scampagnata in pieno agosto non deve essere il massimo. Comunque è stata per me molto piacevole e arrivata in cima ho apprezzato sia le rovine che ovviamente il panorama.




Una volta scese siamo andate in città e abbiamo girato per le vie. Qui, essendo una località di mare ci sono moltissimi ristoranti, di pesce soprattutto, ma anche gelaterie e negozietti di souvenirs. Ceramica, prodotti tipici, cappelli ecc.. facevano da padroni. Veramente delle stradine deliziose! Se siete alla ricerca di qualcosa di culturale, a Cefalù troverete anche questo. Il meraviglioso Duomo vi lascerà a bocca aperta, ampio, imponente e bellissimo al suo interno. L'entrata tra l'altro è gratuita, per cui non potete perdervelo! Poi vi è anche la Chiesa del purgatorio, nel cuore della cittadina, il santuario della Gibilmanna e il lavatoio medievale.



Una volta saziata la mente vi consiglio ovviamente di andare al mare. Non solo potrete prendervi un gelato e andare in spiaggia, ma potrete anche fare un giro lungo la costa, per scoprire una lunga serie di angolini deliziosi dai quali ammirare il mare. Cefalù è un luogo magico, che vi riempirà gli occhi di stupore e imprimerà la sua bellezza nella vostra mente, cosicchè difficilmente potrete dimenticarvene.



Passando ora invece alla perla nascosta, come non parlarvi della breve gita che io e le mie amiche abbiamo fatto a Piazza Armerina. Una piccola località non distante da Caltanissetta, dove alloggiavamo. Prima di tutto ci siamo recate alla villa Romana del Casale, che è situata nella Periferia della cittadina. Si tratta di una dimora rurale tardo-romana, ancora ben conservata e diventata di recente patrimonio dell'unesco. se vi interessa l'argomento non potete perdervela. L'entrata costa abbastanza, 5 euro il biglietto ridotto, penso 10 quello intero. In ogni caso all'interno vi stupiranno i mosaici ancora splendidamente conservati e il colonnato romano, ancora in ottimo stato.


Dopo aver visitato la villa ci siamo dirette a Piazza Armerina centro e abbiamo cominciato a girare per le vie, come vi suggerisco spesso di fare e dopo esserci fermate a coccolare qualche gattino per la strada abbiamo visto tutto quello che il posto aveva da offrire, ossia: il Duomo e la relativa piazza (splendidi entrambi!), Palazzo Trigona, sempre nella medesima piazza, il Castello Aragonese, nel quale non è possibile entrare, ma noi, chiedendo agli operai che stavano facendo dei lavori siamo riuscite a entrare nel giardinetto davanti al castello e a sbirciare dalle finestre. Poi da lì si gode di una vista niente male. Non dimenticate poi il teatro Garibaldi, la splendida chiesetta di fronte e la piazzetta. Molto carini e caratteristici. Il parco della Ronza poi, potrà offrirvi un po' di ombra e riposo. La bellezza di questa località sta nel fatto che si tratta di una ex cittadina medievale, costruita su una rocca, quindi vi riporterà indietro nel tempo. Girare per le vie e scoprire il fascino medievale di Piazza Armerina è il miglior modo per vivere questa esperienza.


Come sempre spero di esservi stata utile, ci vediamo presto con l'ultimo articolo sulla Sicilia e con tanti nuovo articoli, in cui vi consiglierò interessanti gite fuori porta per la bella stagione.
Un bacio e Buon viaggio!

mercoledì 3 giugno 2015

Sicilia, consigli di viaggio parte 4: Caltanissetta, cosa visitare, la settimana Santa e i dolci migliori della Sicilia!

Buondì, in questo post vi parlo di Caltanissetta, in particolar modo dell settimana santa a Caltanissetta. Questa città dà il meglio di sè nella settimana prima di Pasqua, per cui se state programmando un viaggio in Sicilia in quel periodo, non dimenticatevi di aggiungerla tra le vostre tappe. Questa festa è davvero molto sentita in città e dà luogo a una lunga serie di festeggiamenti. Vi consiglio di visitare il sito della città per saperne di più e avere orari più precisi. In ogni caso, tutto comincia con la Real Maestranza, una sorta di parata in cui, oltre alle autorità religiose e non, sfilano i rappresentanti delle maestranze locali, quindi parrucchieri, fabbri, panificatori ecc...
E' una bella festa, alla quale prendono parte moltissime persone e molti bambini e si tiene più o meno all'ora di pranzo.

Nei giorni successivi c'è la sfilata delle varicelle, pressapoco all'ora di cena, ma si protrae fino a tardi. Le varicelle sono delle piccole opere d'arte. Si tratta di statue lignee, che raffigurano momenti della Bibbia, in particolare della Passione. Tutte le manifestazioni sono accompagnate dalle bande locali, che vantano una quantità mostruosa di strumenti e musicisti, nonchè un repertorio piuttosto vario. In vita mia non ho mai visto un così gran numero di suonatori ad una manifestazione. Le varicelle vengono portate in giro per la città, trainate su appositi carrelli con ruote, ben decorati.

Il giovedì sera, invece, c'è la sfilata delle vare, ossia la versione maxi delle varicelle. è davvero molto interessante ammirarle e l'atmosfera di festa che si crea è meravigliosa! Le vare sono sempre scolpite nel legno, ma sono a grandezza naturale. Vengono anch'esse portate in processione per la città e a causa delle numerose salite, gli addetti al traino e alla spinta fanno non poca fatica. Questo per farvi capire quanto queste feste siano importanti e sentite dalla comunità. Il tutto è ovviamente accompagnate dalle stesse bande del giorno precedente.

Il venerdì Santo c'è la manifestazione del cosiddetto "Cristo nero", in cui un grande crocifisso viene portato in processione per tutta la città, addobbata per l'occasione. Dietro al crocifisso un'orda di fedeli scalzi cammina pregando e proferendo la tipica "lamentatio", con grida e urla. A chi non è abituato a manifestazioni di questo tipo, come me, che vengo dal Nord, tutto questo sembra paradossale e particolarmente folkloristico, ma i cittadini e i fedeli sono estremamente coinvolti e danno a queste manifestazioni un'importanza elevatissima. Dai balconi e dalle finestre, gli abitanti lanciano petali di fiori bianchi, che rendono il tutto ancora più caratteristico.
Insomma, se siete curiosi di vedere come i Nisseni vivono questa loro religiosità e avete voglia di assaporare un po' del magnifico folklore locale, vi consiglio caldamente di prendere parte a queste manifestazioni, in particolare alle ultime due, ossia le vare e il Cristo nero, poichè ne vale decisamente la pena!!

Se siete in Sicilia per un piccolo tour, potrete fare tappa in questa città per una notte, essendo questa al centro dell'isola e poi ripartire a visitare Cefalù o Agrigento, che si trovano a breve distanza, tornare qui per assistere a un'altra manifestazione e ripartire il giorno seguente.
Caltanissetta, comunque, è visitabile anche in altri periodi dell'anno e, nonostante non sia una meta turistica rinomata, ha molto da offrire, come ad esempio la piazza principale, che ospita l'imponente Cattedrale, la splendida Chiesa di San Sebastiano, la cui facciata è caratterizzata dai colori porpora e azzurro e la fontana del Tritone di Tripisciano.


Vi sono inoltre la scalinata Lopiano, il Belvedere e anche le campagne circostanti, sono magnifiche! Ricche di alberi di arance e limoni. Un vero paradiso!! Per non parlare poi del cibo. I dolci sono buoni in tutta la Sicilia, ma quelli di Caltanissetta sono probabilmente i migliori!! Andate da Geraci ad assaggiare i torroni e le paste di mandola e pistacchio e fate il giro delle pasticcerie! Un dolce tipico Nisseno, nonchè mio dolce siciliano preferito, è il Rollò. Una prelibatezza unica, che solo a pronunciarne il nome mi fa venire l'acquolina in bocca.




 Insomma, se ancora non vi avessi convinto, andate a visitare Caltanissetta, non ve ne pentirete!!!
Un Bacio e Buon viaggio!!

venerdì 1 maggio 2015

Sicilia, consigli di viaggio parte 3: Siracusa e Ortigia, una meta che vi lascerà a bocca aperta!

Buondì, oggi continuo con gli articoli sulla Sicilia, parlandovi della città che mi è piaciuta di più tra quelle che ho visitato: Siracusa.
Indubbiamente la parte più bella è in assoluto Ortigia, la piccola penisola sul mare, ma anche la città ha una meta turistica interessante, ossia l'anfiteatro romano.
Arrivate a Siracusa siamo subito entrate in questo complesso, che ospita il teatro romano, l'orecchio di Dioniso, un antico altare romano e qualche altra rovina. Non aspettatevi niente di simile alla Valle dei Templi, anche perchè si tratta di tutt'altro genere di rovine, però se l'argomento vi interessa e come me siete fan degli anfiteatri dovreste darci un'occhiata. Inoltre dall'alto di questo complesso di gode di una vista niente male, essendo situato su un'altura.


Finita la visita, che non vi prenderà troppo tempo potrete dirigervi a Ortigia, la zona in assoluto più bella di Siracusa. Qui potrete andare sul mare a sedervi o raccogliere conchiglie e sassolini colorati, per poi immergervi tra le caratteristiche viette del posto. Molto carine e ben curate.


In seguito potrete continuare la vostra visita andando in piazza Duomo, una delle piazze più belle che io abbia mai visto in vita mia. Per arrivarci vi consiglio di passare per Piazza Minerva, più piccola ma molto carina anch'essa e poi lasciatevi ammaliare dallo splendore della piazza principale e della cattedrale. La piazza, così come il Duomo, è tutta bianca e marmorea, ospita statue magnifiche e riflette la luce in modo affascinante. Se poi sarete stanche vi consiglio la gelateria fiordilatte, sempre in piazza duomo, ottima e fa delle brioches col gelato spettacolari!



Una volta rifocillati qui o in uno dei tanti chioschetti che si trovano nelle vie potrete continuare la vostra visita e magari visitare il Duomo. Si deve pagare il biglietto, ma non costa molto, per cui se non siete in ristrettezze economiche si può fare.
Dopo aver visto la magnificenza di questa piazza poche cose ancora vi potranno stupire, ma potreste continuare il percorso. Innanzitutto se siete appassionati del genere c'è il famoso museo del papiro, che non è niente di che a meno che, appunto, non ve ne intendiate e vi interessiate al tema. Inoltre in piazza Archimede potrete vedere il palazzo dell'orologio e quello della banca d'Italia, nonchè la bellissima fontana di Diana, con statue bianche, la principale delle quali raffigura appunto la dea.
Da vedere è anche la Fonte Aretusa, con le sue oche e i suoi pesci, sul lungomare.



Ciò che vi consiglio, comunque è di visitare Siracusa e in particolar modo Ortigia lasciandovi guidare dall'istinto e dal desiderio di esplorare. Perdetevi tra le splendide vie, fate una passeggiata sul lungomare, fermatevi in un parco e magari osservate un artista di strada che fa le bolle di sapone giganti. Ammirate dei bambini che giovano sulla spiaggia e gli anziani che si ritrovano davanti alle botteghe. Come sempre, perdersi per le vie è il miglio modo per entrare a contatto con l'essenza della città, per apprezzarla a pieno e per scoprire luoghi non turistici che vi porterete nel cuore.
Un Bacio e Buon viaggio!

martedì 28 aprile 2015

Sicilia, consigli di viaggio parte 2: Consigli su La Valle dei Templi di Agrigento e la Scala dei Turchi (con piccola pausa a San Leone).

Ed eccoci al secondo articolo sulla Sicilia. Oggi vorrei parlarvi di Agrigento, (un breve accenno a San Leone) e  della scala dei Turchi,
Innanzitutto comincio con dirvi che la città di Agrigento non è affatto bella, quindi vi consiglio di concentrarvi sulla Valle dei Templi, soprattutto se non avete tantissimo tempo.
La valle dei Templi è assolutamente meravigliosa e vale la pena visitarla per bene, per cui potreste metterci un po'. Il biglietto costa 10 euro e ridotto 5 euro, più 3 euro per il nuovo giardino di Kolimpetra. Inoltre se vorrete lasciare la macchina nell'apposito parcheggio dovrete pagare 2 euro prima di uscire.
I principali templi sono il tempio di Giunone, della Concordia (il più completo), il tempio di Eracle, il tempio dei Dioscuri, il tempio di Vulcano, il tempio di Demetra. 




Essi sono degli antichi Templi Greci e preservano il loro antico splendore, nonostante molti di essi siano in parte distrutti. Vi consiglio di girare per la valle, possibilmente non in piena estate perchè il caldo e il sole potrebbero giocare brutti scherzi, non essendoci moltissime piante per ripararsi. Ovviamente ricordate la crema solare, vestiti leggeri e scarpe comode.
In alcuni templi non sarà possibile entrare, mentre in altri sì. Se siete persone vagamente atletiche vi consiglio di arrampicarvi tra le rovine, dove è possibile, sarà divertente e chi può dire di essersi arrampicato sulle rovine di un tempio greco?! Nel 2011, hanno anche raggiunto l'Icaro caduto, che personalmente non ho apprezzato, nonostante sia un'amante di mitologia e della storia di Icaro e Dedalo. Insomma, una statua del 2011 in mezzo alla Valle dei Templi stona non poco, per di più la posa innaturale di Icaro non aiuta, però è lì e dobbiamo farcene una ragione.

Una volta finito il giro tra i templi potrete entrare nel giardino di Kolimpetra. Non aspettatevi chissà che cosa, è semplicemente un frutteto, ma guardato con l'occhio giusto potrà costituire una bella visita. Gli alberi da frutto sono numerosissimi, disposti accuratamente e variegati. E la cosa migliore è che potrete gustare i buonissimi frutti. Vi consiglio le arance rosse, sono dolcissime e deliziose! Ci sono anche degli appositi cestini di legno per buttare le bucce.


Il Giardino è ben curato e i profumi sono incredibili, ve lo consiglio. A questo punto dovrete tornare al parcheggio e ritirare la macchina, che come vi ho detto vi costerà due euro.
Se avrete passato qui tutta la mattinata sarete affamati, anche se avrete fatto aperitivo con la frutta del giardino e quindi vi consiglio di andare a mangiarvi una splendida e deliziosa brioches sul gelato, cosa c'è di meglio? Potreste andare a San Leone, un paesino sul mare, in cui c'è una gelateria eccezionale e piuttosto famosa: Le cuspidi. Prendete una squisita brioches e andate a mangiarla in riva al mare, non c'è niente di meglio!

A questo potrete, anzi DOVRETE andare alla Scala dei Turchi. Questa di trova nel comune di Realmonte ed è una delle mete più belle che io abbia visto in Sicilia! Vi consiglio, come prima, di non venire qui d'estate, in alta stagione. La spiaggetta di questa zona si riempirà di turisti e a malapena riuscirete a vedere la roccia bianca della scala. Quindi viva la primavera, specie nel periodo prima di Pasqua, ma per un motivo legato ad un'altra città: Caltanissetta e che vi spiegherò in un prossimo articolo. La scala dei Turchi è una parete rocciosa che si erge a picco sul mare. La roccia è bianca e arrotondata, plasmata dal mare, ma soprattutto dal vento. Quando l'ho visitata io c'era tantissimo vento, il che ha reso la visita ancora più emozionante e divertente. Il vento ci spingeva e frenava, abbiamo girato intorno alla montagna e ci siamo poi sedute a picco sul mare, in un'insenatura della roccia. è stato un momento magico, c'era un ragazzo che suonava la chitarra, il sole splendeva, il bianco rendeva tutto più brillante e magico e il bare ai nostri piedi era mosso e mandava bagliori stupendi. Insomma, un'esperienza sensazionale, uno di quei momenti in cui  tutto sembra al posto giusto, tutto sembra perfetto.



Spero che i miei consigli vi siano stati utili e se venite in Sicilia non dimenticate di visitare questi posti che vi ho suggerito.

mercoledì 22 aprile 2015

Sicilia, parte 1: Palermo, consigli su cosa visitare, dove mangiare e cosa vedere in un giorno.

Buonasera, con questo articolo inizia la serie dedicata alla Sicilia, in cui parlerò dei luoghi che ho visitato durante la mia settimana di vacanza da poco trascorsa e cercherò di darvi qualche consiglio.
Prima di tutto vorrei partire dal capoluogo, ossia da Palermo, che abbiamo visitato in una giornata. Premetto che è una città molto molto particolare, che non a tutti può piacere. Io e la mia amica ad esempio abbiamo avuto due pareri discordanti. Palermo è decadente, purtroppo non nel senso buono del termine, ma è veramente lasciata andare, trascurata. Io purtroppo non ho apprezzato questo suo lato, che invece la mia amica ha visto come molto meno disturbante. è soggettivo in fin dei conti, ma secondo me, partendo preparati la delusione sarà minore e potrete apprezzare maggiormente quello che vedrete.
Ma ora passiamo a cosa ho apprezzato e che quindi vi consiglio di vedere e di visitare:
Innanzitutto noi siamo arrivate in autobus da Caltanissetta e ci siamo fermate, quindi, vicino alla stazione. Poi abbiamo iniziato la nostra passeggiata.
Prima di tutto siamo andate verso il mare e abbiamo visto la Porta Felice, situata su uno degli assi della città. Davvero molto bella! E da lì abbiamo proseguito per Villa Giulia ed il suo orto botanico. Se vi piacciono piante, fiori ecc è consigliato! Poi il biglietto se siete studenti costa solo 1 €.
Da lì poi siamo passate di fronte alla facoltà di storia, se non erro, dell'università e devo dire che è davvero molto particolare, in stile egiziano direi.



In seguito si potrebbe cominciare a girare per qualche chiesa, come quella della Martorana (f), che però è chiusa da mezzogiorno alle 3, quella di San Giuseppe dei Teatini, di San Cataldo, di San Giovanni degli Efremiti, Santa Maria dello spasimo (f) e Santa Maria della catena ecc.. Insomma, dipende un po' dal vostro gusto e dal tempo che avete. Vi consiglio di dare un'occhiata alle foto su internet e poi decidere quali vale la pena vedere e quali no.


Se a questo punto sarete stanchi potrete e affamati, potrete concedervi un'ottimo pranzo, a poco prezzo, presso la Focacceria San Francesco. Qui a Palermo è un'istituzione, si trova nell'omonima piazzetta, di fronte all'omonima chiesa. Il personale è gentile i prezzi bassi ed il cibo squisito! Le arancine sono insuperabili, così come panelle, sfincione, ma il loro piatto forte è il panino con la milza, che onestamente non ho avuto il coraggio di provare. In fondo a questo articolo vi darò altri consigli su dove mangiare a Palermo, ma ora continuiamo con il tour.

Ci sono altre attrazioni che consiglio di vedere a Palermo, come le Catacombe, inquietanti, ma molto affascinanti, il Teatro Politeama, estremamente bello, secondo me e situato su una piazza molto grande, attraversata da una via famosa per il liberty, potrete ammirare palazzi e strutture in questo stile, che se amate, troverete incantevoli. Interessanti da questo punto di vista sono anche i Chioschi di Basile, grande artista, distintosi in questo stile, in particolare vi consiglio il Ribaudo. In seguito potreste proseguire e vedere il Teatro Massimo, meno bello a parer mio, ma altrettanto maestoso.




In seguito potrete andare a vedere i quattro canti (f), un incrocio di quattro strade sulle quali si affacciano quattro palazzi decorati con statue divise su tre ordini. Vi consiglio di andare a cercare su google o su una guida cosa rappresentano, perchè è molto interessante, in seguito potrete ammirare la Piazza della Vergogna (f), chiamata così per le statue ignude che la abbelliscono. Veramente stupenda a parer mio! E dietro a questa piazza c'è la chiesa di Santa Caterina, da poco ristrutturata.


Ma ciò che io in assoluto ho apprezzato di Palermo è la sua magnifica Cattedrale. Bellissima, maestosa, con una cupola meravigliosa, azzurra, che contrasta con il colore scuro delle pareti e situata in una piazza molto grande e molto carina, Potrete entrare gratuitamente e girare per la chiesa, anche se alcune zone, così come la zona panoramica di sopra e le spoglie dei santi sono chiuse e si deve pagare il biglietto.

Anche il mercato di Ballarò è un'esperienza da fare, ascoltare le abbagnate (grida) dei commercianti è divertente. Però, mi raccomando, attenti a borse, portafogli ecc, perchè è una zona purtroppo famosa per la sua pericolosità, almeno così ci hanno detto dei palermitani.
Oltre a questa vi è anche Palazzo dei Normanni e soprattutto l'incantevole cappella Palatina (f). Questa purtroppo costa veramente molto, ma è talmente bella, che se siete amanti del genere non potete assolutamente perdervela! Ci sarebbero anche molti altri palazzi o chiese interessanti da visitare, ma ci vorrebbe molto più tempo. In questo modo però, avrete dato un'occhiata alla città, soffermandovi sulle attrazioni a mio parere più belle e più importanti di Palermo.

Ora passiamo ai consigli culinari: oltre alla focacceria S. Francesco ci sono altri luoghi molto interessanti, come da Franco U' Vastiddaru, ideale per del cibo da portar via e mangiare su una panchina. Fa del cibo tipicamente siciliano, come panelle, crocchette, arancine e dolci. Insomma, è la fine del mondo!Un luogo dove sedervi e mangiare, che si rivelerà non solo una bontà, ma anche un'esperienza e il Ferro di Cavallo, cibo tipico Siciliano, ambiente caotico, colorato, musica, insomma, vi immergerete nell'autentica Sicilia e il cibo è squisito! Ma in ogni caso, in Sicilia potrete sempre andare sul sicuro anche con lo Street Food, cibo buonissimo ed economico da portar via. Inoltre, non c'è niente di meglio che pranzare con una buonissima brioches col gelato! Divina! E niente a che vedere con quelle che troverete nel resto d'Italia. Poi, potrei anche consigliarvi di fare colazione con le mitiche Iris o il Cartoccio, davvero squisiti!
Chiudi qui dandovi una mia impressione generale su Palermo. Diciamo che sì, sono rimasta indubbiamente delusa da questa città, probabilmente perchè mi aspettavo troppo e perchè sono abituata alle città del Nord, che non voglio assolutamente dire che siano migliori, ma quanto meno diverse. La città si può definire fatiscente, trascurata, abbandonata a sè stessa. Sarà normale trovare cumuli di immondizia, case diroccate, macerie, musei, monumenti e chiese chiusi a orari di punta per turisti, insomma, la mentalità andrebbe un po' rivista a parer mio. Però vi consiglio comunque di visitarla perchè è una città con tanto potenziale e con tante perle nascoste, che è piacevole scoprire in mezzo a un mucchio di terra e fango e portare alla luce.

lunedì 13 aprile 2015

Recensione dell'autobiografia di Frank McCourt: "Le ceneri di Angela", "Che paese, l'America" e "Ehi, prof!" libri da leggere assolutamente!

Buondì, oggi, nonostante i vari viaggetti di quest'ultimo periodo torno con un video sui libri. Ho terminato, a malincuore, di leggere la trilogia di Frank McCourt e l'amore che ho provato per quell'uomo è insuperabile! Un'autobiografia scritta con calore, sincerità e amore per la vita.




Il primo volume si intitola "Le ceneri di Angela" e narra l'infanzia e l'adolescenza dell'autore, l'incipit è già un motivo valido per leggere questo libro:
"Ripensando alla mia infanzia, mi chiedo come sono riuscito a sopravvivere. Naturalmente è stata un'infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto. Ma un'infanzia infelice irlandese è peggio di un'infanzia infelice qualunque, e un'infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora."
Frank e la sua strana famiglia sono vissuti a Limerick, in Irlanda, una zona molto molto povera, in cui essi hanno toccato con mano la fame, il dolore della perdita, la fatica di vivere. Egli ha avuto un padre alcolizzato, che spendeva tutti i soldi in birra o altro, piuttosto che sfamare moglie e figli e nonostante questo Frank gli è sempre rimasto legato, almeno fino a quando non divenne abbastanza grande per comprendere che razza di persona fosse. Questo primo romanzo è attraversato da un vento magico, il vento dell fantasia, nonostante sia un'autobiografia fedele e realistica, McCourt riesce a riscoprire il Frank bambino e a scrivere con leggerezza, fantasia e con la fervida agilità mentale ed immaginazione tipici dei bambini svegli ed intelligenti. L'infanzia dell'autore è costellata di avvenimenti traumatici, come la morte di alcuni fratelli, il padre ubriacone ecc... e nonostante questo, il libro riuscirà a strapparvi più di un sorriso. Un'infanzia cattolica in un'Irlanda conservatrice e contraddittoria, povera e in conflitto. Inoltre, il passaggio dall'infanzia all'adolescenza è descritto con estrema precisione, senza soffermarsi troppo in dettagli inutili, ma mostrandoci cosa voglia dire diventare grande in un ambiente del genere, senza futuro. Un momento già di per sè delicato, che denota però quanta forza d'animo dovesse possedere questo giovane uomo.
Egli, inconsapevole forse dell'enorme potenziale che aveva, ma consapevole dell'assenza di prospettive che lo attendeva là dove era cresciuto, decide di partire e seguire il grande sogno Americano, essendo egli nato a New York ed avendo, quindi, una doppia cittadinanza.

Ed è qui che il primo libro lascia spazio a "Che paese, l'America". Frank sale su quella nave, pagandosi il biglietto con i soldi ricavati lavorando, più o meno legalmente, e un libro: "Delitto e Castigo" di Dostoevskij. La sua traversata passa attraverso una sorta di "iniziazione", che sembra quasi marcare l'inizio della sua vita adulta. Questo secondo romanzo è il racconto di un giovane Irlandese che si trova catapultato in quella che probabilmente era la più grande metropoli mai vista. Racconta di un riscatto, di come l'uomo "artefice del proprio destino" possa cambiare la propria vita con coraggio e con impegno. Frank, il ragazzo con i denti neri e gli occhi rossi a causa di una malattia presa in Irlanda, lavora in moltissimi luoghi diversi, prendendo una miseria, ma riuscendo comunque a mantenersi e a spedire qualche soldo a casa alla madre e ai fratelli. Un giorno, però, decide di arruolarsi nell'esercito americano e di partire per la guerra. Così risulta chiaro che questa non è solo la storia di un'uomo, ma del mondo intero. La guerra fa da sfondo ad un'ampia parte del romanzo e ci è presentata dal punto di vista di un uomo, un futuro scrittore, un'uomo che aveva già avuto molte difficili esperienze nella vita. Egli non andrà mai a combattere in modo attivo, in battaglia, ma ci offre comunque uno spaccato di un periodo storico che ha mutato per sempre la storia del mondo. Dopo la guerra, avendo acquisito qualche vantaggio che si doveva ai reduci, riesce ad iscriversi e laurearsi all'università. Questo è il periodo delle sue prime storie importanti, dei lavori più disparati, dello studio, la lettura e il lavoro al porto di notte, degli incontri più strani e del ricongiungimento con il fratello minore che giunge a New York. Ciò che più ho amato dell'autobiografia è che McCourt ci racconta la vera storia, almeno così sembra, senza tralasciare i suoi sbagli, i suoi errori, raccontandoci di quando si è comportato da vero bastardo, ma lo fa con leggerezza, consapevole forse dei suoi sbagli, ma senza giudicarsi e probabilmente senza aspettarsi che lo facciamo noi. Lascia al lettore la possibilità di giudicare la sua vita, ma senza preoccuparsene. Egli è un uomo e come tale non è affatto perfetto e lo sa. La scioltezza e semplicità con la quale egli ci presenta la sua vita, anche le parti più intime e delicate di essa rendono questo testo più simile a un diario personale che ad un'autobiografia e, secondo me, è questa la sua vera forza. Entrare nella vita di un'altra persona e provare sentimenti, gioie, dolori, condividerne i successi e gli sbagli, questo è un privilegio che dobbiamo essere grati di avere. 

L'ultimo testo, "Ehi, prof", è molto speciale, io mi sono innamorata di lui ancor prima di iniziare a leggere il primo capitolo. La dedica alla moglie è semplicemente sensazionale e nonostante non si parli di lei nei testi, nè di come si siano conosciuti, quelle poche parole ci fanno capire molte cose. Ormai Frank lo conosciamo bene e lo amiamo così com'è, ma capiamo quanto sia cambiato e quanto sia innamorato. In ogni caso, quest'ultimo testo narra della sua carriera di insegnante. Consiglio a qualsiasi professore o aspirante tale di leggerlo e sottolineare tutti i passaggi significativi, d'ispirazione, perchè vi assicuro che sono veramente molti. Frank ci mostra i pro e i contro di essere insegnanti, di essere dei professori nelle scuole professionali e nei licei di New York, in cui la popolazione è varia e bizzarra, ci sono italiani, sudamericani, cinesi e molte altre etnie. Insomma, come sempre, oltre a parlare della sua vita e della sua esperienza ci mostra uno spaccato di storia non indifferente.

Quello che vi posso dire è: LEGGETE QUESTI LIBRI!!! Non ve ne pentirete e vivrete un'esperienza indimenticabile, che vi farà rimpiangere il fatto che Frank non sia riuscito a scrivere di più. 
Un Bacio e Buona lettura.